Donne Italiane: i numeri, la maternità, la famiglia, il lavoro e l’istruzione
Do inizio al mio viaggio intorno alle Donne partendo dalla situazione italiana, ed in particolare osservando alcuni interessanti dati di sintesi proposti dall’Istat. Cominciamo da I NUMERI DELLA DONNE in Italia: “Le donne europee, grazie alla maggiore longevità rispetto agli uomini, sono la quota più rilevante del crescente contingente di anziani. In tutti i paesi europei esse rappresentano più del 50% della popolazione con età superiore ai 65 anni. In Italia la quota si attesta, come in Belgio, al 58,8%. Valori non molto distanti si registrano anche per Francia e Paesi Bassi. Nei paesi dell’Europa dell’Est, a causa delle più ampie differenze nella speranza di vita tra uomini e donne, la popolazione femminile rappresenta una quota ben più rilevante tra gli anziani: quasi il 68% in Lettonia.”
Approfondendo la situazione italiana, “All’inizio del 2006 le donne residenti in Italia sono 30.019.535 (il 51,4% della popolazione), il 4,4% delle quali con cittadinanza straniera. L’incidenza della componente straniera della popolazione non è omogenea sul territorio. Al Sud la presenza di donne non italiane, come in generale di stranieri, è meno rilevante, mentre nel Centro-Nord, in alcune province, come Prato, Brescia e Reggio Emilia, raggiunge e supera l’8%. La presenza straniera contribuisce, almeno in parte, a ringiovanire la piramide delle età delle donne residenti. Le immigrate, infatti, rappresentano quasi il 9% della popolazione femminile tra i 27 e i 28 anni e meno dell’1% delle donne con più di 63 anni. La popolazione femminile italiana presenta una struttura fortemente invecchiata; nel 2006 oltre il 22% delle donne hanno più di 65 anni e quasi il 7% più di 80. Le bambine tra 0 e 5 anni sono, invece, solo il 4,4% della popolazione. L’invecchiamento interessa in misura maggiore le regioni del Nord-ovest e soltanto in misura minore coinvolge, per ora, il Sud. Per quanto concerne le differenze di genere si può notare che per le donne l’incidenza di ultraottantenni sul totale della popolazione è, in tutte le regioni, superiore a quella registrata per gli uomini (in alcuni casi più che doppia).E l’età della maternità? Quando noi donne italiane, in media, mettiamo al mondo un figlio? Io avevo 30 anni suonati… MADRI SEMPRE PIU’ TARDI: “Nascono meno figli, nascono sempre più tardi. La maternità –anche a seguito dei cambiamenti che hanno interessato le donne negli ultimi 30 anni, mutandone il ruolo sociale – è un’esperienza che le donne affrontano sempre più avanti nel corso della vita. Questo spostamento ha inevitabilmente effetti sia sul tasso di fecondità totale, sia sul modo in cui sono vissute la gestazione e la maternità. Se è vero che non si usa più per le donne oltre i trent’anni la definizione di primipara attempata, è noto che dopo i 35 anni i rischi connessi con la gravidanza aumentano notevolmente.In un paese come l’Italia, in cui, a differenza di quanto si verifica in molti paesi europei, l’86% delle nascite avviene ancora all’interno del matrimonio, il posticipo delle nozze comporta come conseguenza anche il rinvio della maternità (che a sua volta contribuisce a determinare una bassa fecondità). L’Italia, con un’età media al parto di quasi 31 anni, si afferma così, non solo come uno dei paesi con la più bassa fecondità in Europa, ma anche come una delle nazioni con la fecondità più tardiva. In generale, comunque solo in pochi casi – tra i quali il Regno Unito – si registra nell’Europa Occidentale un’età media al parto inferiore ai 29 anni. Diverso è il caso dei paesi dell’Europa dell’Est, in cui l’età media al parto resta più bassa, intorno ai 27 anni per Lettonia, Lituania e Slovacchia.” Insomma io sono nella media… Ma le mamme italiane come fanno a conciliare famiglia e lavoro? Vediamo se la statistica puo’ aiutarmi visto che io non ci riesco proprio a conciliare le due cose. FAMIGLIA E LAVORO: STRATEGIE DI CONCILIAZIONE: “La conciliazione del ruolo di lavoratrice e di madre rappresenta per le donne di oggi una delle sfide più complesse. La più intensa partecipazione al mercato del lavoro fa sì che spesso la donna si trovi sulle spalle le stesse responsabilità dell’uomo fuori casa e un carico ben più gravoso nella vita familiare. Carico che dipende dalla cura dei figli e della casa, ma anche, sempre più spesso, dall’accudimento di familiari anziani, malati e o disabili. Sempre più spesso le donne italiane, in mancanza di adeguati servizi, si rivolgono ad altre donne, a volte parenti, a volte immigrate straniere (specie per la cura degli anziani), per il disbrigo delle faccende domestiche e il lavoro di cura. In tutti i paesi dell’Unione europea il tempo di lavoro totale delle donne è maggiore di quello degli uomini. Ciò è dovuto soprattutto al numero di ore che le donne dedicano al lavoro domestico. Le donne italiane dedicano al lavoro più tempo rispetto a quelle residenti negli altri paesi dell’Europa occidentale con valori che si avvicinano a quelli dei paesi dell’Europa dell’Est. Vale la pena di sottolineare che proprio all’Italia appartiene il primato del tempo dedicato dalle donne al lavoro familiare. Contemporaneamente nel nostro paese si registra il più elevato differenziale tra il tempo dedicato alla famiglia dalle donne e quello che allo stesso tipo di lavoro dedicano gli uomini.” L’Istat non quantifica, ma io facendo due + due non mi ritrovo proprio in questa statistica. Dunque dunque… all’Italia va il primato del tempo dedicato dalle donna al lavoro familiare… Io non ho contribuito per niente a questo primato.. e no! Dunque una giornata feriale tipo mi vede impegnata 11 ore fuori casa per lavoro, circa 8 ore a dormire (figlia permettendo), 1 ora di media a fare la spesa e a sbrigare faccende varie… 4 ore al lavoro familiare!!!!! SOLO 4 ORE????? Eh.. si… e se consideriamo che dedico almeno 2 ore SOLO e COMPLETAMENTE alla pupa (bagnetto, gioco, coccole, ninna..) allora tempo per il resto ne rimane ben poco….. “Nel nostro Paese, per conciliare le esigenze del lavoro con le responsabilità familiari, le donne difficilmente possono contare sulle strutture pubbliche Se per la cura degli anziani si ricorre spesso a manodopera straniera, nel caso dei bambini nella fascia di età 1-2 anni i nonni restano la figura che più spesso segue i nipoti mentre la figlia/nuora lavora. Solamente una limitata quota di bambini viene affidata agli asili-nido pubblici, con forti differenze territoriali (soltanto il 5% dei bambini del Sud).” In questa statistica ci sono alla grande! La mia pupa è andata al nido a 10 mesi e quindi fa parte del 5% dei bambini del Sud affidati agli asilo nidi pubblici! Come avrei fatto senza il nido? Avrei dovuto lasciare la pipetta alla suocera tutto il giorno con il rischio di alimentare nuovi scontri, incomprensioni e litigi con il marito? No… Avrei potuto mettere una tata in casa.. 8 ore al giorno e forse piuì! Quanto mi sarebbe costato? Troppo! Meglio non lavorare! Ma con uno stipendio come si vive? Continuando il mio viaggio nel mondo delle donne italiane ho scoperto che LE GIOVANI DONNE PIÙ ISTRUITE DEGLI UOMINI – li ultimi decenni della storia italiana sono caratterizzati dalla crescita del livello di istruzione delle donne. Nella fascia di popolazione tra 25 e 44 anni le donne con un titolo superiore ono oggi relativamente più numerose degli uomini. Tra gli anni scolastici 1970/71 e 2005/06 il tasso di conseguimento del diploma per le donne è più che triplicato e oggi le diciannovenni che raggiungono il diploma sono quasi l’80% e sono diventate più numerose dei ragazzi. Anche per quanto riguarda la laurea si sono invertiti i rapporti di forza tra uomini e donne e oggi oltre il 28,1% delle 25enni raggiunge la laurea, contro il 19% tra i ragazzi.” BENISSIMO! Pero’… “Le donne italiane, nonostante la forte crescita dell’istruzione registrata, non hanno ancora recuperato il divario esistente rispetto a altri paesi europei in tema di quota di popolazione con alti livelli di istruzione. Nel 2005 lo svantaggio della popolazione italiana è rappresentato nella figura relativa alla popolazione 25-34 anni con almeno un titolo di scuola secondaria superiore per genere nei paesi Ue. Il nostro Paese si trova infatti ancora molto nella agli ultimi posti della graduatoria riguardante la percentuale di donne tra 25 e 34 anni con almeno un titolo di istruzione secondaria superiore, superato solo dagli altri paesi mediterranei. In 18 paesi europei su 27 la quota di donne con livello di istruzione superiore tra i 25-34enni è più elevata di quella degli uomini. I vantaggi più rilevanti per le donne si registrano proprio nei paesi mediterranei.” Donne europee tremate! Noi donne Italiane stiamo per lanciarvi una sfida all’ultima laurea! Hihihi Mimmi
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Nella prox puntanta Donne Italiane: lavoro e reddito! ciaooooo
Non mi stupisce, alla fine penso sia raro potersi permettere un figlio prima dei 30..
Almeno, io ne ho 25 e sto facendo il dottorato. Sono una “parasubordinata”, una precaria insomma. Ok che ho scelto la strada piu’ precaria che esista, senza garanzie ecc. Cmq la mia prospettiva e’ che per 3 anni continuero’ ad essere dottoranda precaria senza alcuna garanzia. Se dovessi restare incinta mi sospenderebbero la borsa mensile, quindi non posso proprio rimanere incinta nei prossimi 3 anni. Finiti quelli dovro’ mendicare un posto da post-doc, oppure qualche borsa da contrattista a 3 mesi, 6 mesi, 12 mesi se son fortunata. E tanto per esser pessimista mi ritrovero’ a dover mendicare un lavoro da qualche parte. Se sono fortunata a 30 anni posso ritrovarmi con un posto a tempo determinato. Magari da ricercatrice ^^ Ma anche no, probabilmente mendichero’ a qualche azienda. E da li’ all’assunzione almeno 2 anni… sperando che mi confermino. E intanto avro’ passato i 30.. sicuro.. e chissa’ se saro’ spostata. Insomma, per me i figli sono un discorso futuro mooooooooooolto lontano. Gia’ non posso neanche mantenermi da sola, figuriamoci un bimbo!
arwenh
Agosto 8, 2007 alle 3:52 pm
Se ti consola, anche io ho “mendicato” un lavoro e fatto la gavetta per lunghi 5 anni! e mi sono “sistemata” in modo dignitoso solo dopo il matrimoniom e la nascita di mia figlia, a 30 anni suonati! In bocca al lupo! Mimmi
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Mimmi :o)
Agosto 9, 2007 alle 11:50 am