OMS e allattamento al seno
L’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda un allattamento esclusivo per i primi sei mesi di vita del bambino e di un allattamento complementare alla somministrazione di altri cibi fino ai due anni di vita. 500 ml di latte materno al giorno conferiscono, nel secondo anno di vita del bambino, ancora il 31 per cento del suo fabbisogno totale di calorie, il 38 per cento di quello di proteine, il 45 per cento di quello di vitamina A e il 95 per cento di quello di vitamina C.
A partire dagli anni ’80, sono nate a livello mondiale, promosse dall’OMS e dall’UNICEF, una serie di iniziative per il sostegno, la difesa e la diffusione dell’allattamento al seno:
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nel 1992, l’UNICEF e l’OMS hanno lanciato l’iniziativa “Ospedali amici dei bambini” con l’obiettivo di assicurare che tutti gli ospedali accolgano nel migliore modo possibile i nuovi nati e diano sostegno all’allattamento al seno; un ospedale è dichiarato “amico dei bambini” quando si impegna a non accettare campioni gratuiti o a buon mercato di surrogati del latte materno, biberon o tettarelle, e ad applicare “I dieci passi per l’allattamento al seno”;
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una risoluzione OMS del 19 marzo 2002 (“Childhood nutrition and progress in implementing the International code of marketing of breast-milk substitutes”), la “Dichiarazione degli Innocenti sulla Protezione, Promozione e Sostegno all’allattamento al seno”, nata dalla 45esima Assemblea Mondiale della Sanità nel Maggio 1992 su “Allattamento al seno negli anni ’90: un’iniziativa globale” e recepita in una risoluzione dell’OMS (WHA 45.34);
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“Strategia globale dell’OMS per la nutrizione dei neonati e dei bambini” del 16 aprile 2002.